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... ma ci sei o ci fai????
Giuro, neanche se mi facessi una canna tutte le mattine riuscirei a sparare scempiaggini più grosse di quelle che spari tu!!!
Non ti è bastato quello che hai ottenuto con la tua "finanza creativa" per capire l'antifona? Cosa ci vuole per farti capire che nessuno sano di mente ti metterebbe di nuovo in mano i cordoni dell'economia?
Dovrei comprarmi (o trovarmi la URL) un'elenco completo di tutte le leggi di Murphy e relativi corollari, aforismi, teoremi...
Qui praticamente non si puo' più camminare, gli scatoloni hanno invaso i corridoi, i facchini si muovono come se stessero facendo la gara con i carrelli, metà dei miei colleghi è più di là che di qua, io ancora sono in attesa che mi trovino una stanza in cui ficcarmi...
Ovviamente, era proprio questo il momento più adatto per chiedermi un parere su una faccenda urgente (per loro, a me fregancazzo), eh?
Ricordavo che c'erano alcune cose che volevo scrivere, poi è andata a finire che mi sono distratta e me le so' dimenticate tutte quante e mi è rimasto solo il ricordo del dover scrivere "quacchecosa" qui!!! :P
Update: Strano ma vero, il leggere sul "city" di oggi "leggittima difesa", mi ha fatto ricordare cosa volevo veramente scrivere... Dare in concessione per SESSANT'ANNI il litorale italiano? Ma siamo fuori????
Il fatto di aver iniziato a mettere la mia roba negli scatoloni, x il trasloco di cui dicevo prima, mi ha portato a considerare che, in 3 anni che lavoro in questa sede, ho accumulato qui in ufficio MOLTA meno fuffa di quella che si accumula a casa mia (specialmente dopo una scorribanda in libreria).
Conosco colleghi che nel loro ufficio ci tengono: piante, quadri, caffettiere o bollitori elettrici, montagne di libri... Insomma, fanno di tutto per renderlo il più possibile accogliente e "casereccio".
Io, a quanto pare, non lo faccio. Proprio non mi viene in mente.
Nel mio ufficio ci tengo solo il minimo indispensabile: sulla scrivania 2 statuine di gatti e un portacarte a forma di gatto (oltre all'immancabile portacenere), nei cassetti ci devo ancora guardare ma di certo ci troverò, oltre al caricabatterie del cellulare, anche un boato di fogli di carta con su annotazioni che una volta avevano un senso ed ora sfiderebbero pure i 3 neuroni di un'archeologo del futuro. Come pure un libro sui database (che devo sbrigarmi a rileggere meglio...), su alcuni scaffali avevo una montagnoletta di riviste "di settore" (ne compro assiduamente solo 3). Dico "avevo", visto che ora riposano in uno scatolone.
Fiori, quadri, ninnolini vari? Niente. manco un fiore di plastica. Non mi passa proprio per la mente. Come se dentro di me ci fosse non solo il desiderio di differenziare la mia scrivania da quella che avevo nella vecchia sede (che era sempre sottodimensionata e sempre piena di carte varie, non solo mie ma anche di colleghi miei che o se le dimenticavano li' o me le davano pregandomi di leggerle), ma ci fosse anche il desiderio di stabilire una linea netta di confine tra casa e lavoro. Non parliamo poi della relativa facilità con cui posso, da un momento all'altro, liberare il tutto e portarlo verso altri lidi.
...in tutto questo, che cazzo c'entra il calamaro?
Ci sto ancora riflettendo. :-)
Può anche essere che prima o poi mi piazzo anche io un bollitore elettrico in ufficio...
Vabbè, basta con le pippe mentali. Torno all'inscatolamento. E poi, forse, vi dico quanti ne ho riempiti di scatoloni (spero di restare sotto i 2 scatoloni).
update: 2 scatoloni scarsi scarsi. Proprio come immaginavo. E non riesco a togliermi dalla mente i calamari buddisti.
Finalmente si è sbloccata la situazione della sede temporanea. Non solo ci hanno permesso di andare a vedere la nuova sede provvisoria (che perlomeno non è in culo al mondo), ma ci hanno anche garantito che ci verranno incontro meglio come possono per tutto quel che riguarda gli inconvenienti generati da 'sto doppio trasloco.
Resta solo da sperare che la LAN nella nuova sede non sia ne' troppo vecchia ne' troppo $membro_di_segugio.
Così come rimane il mistero sulla sede definitiva in "corso di costruzione" :P
La cosa bella è che almeno x un'anno e mezzo circa sarò più vicina al "Kisso"!!! Gheeeee, sushi del venerdì trema che sto per arrivare, hihihihi!!!!
A parte che sono mezza distrutta dopo questo week-end, in cui mi sono trovata la casa temporaneamente trasformata in un'albergo adibito a parcheggio per dei sordi OGM, risultato di un'incrocio tra una locusta e un sordo con evidenti sintomi di caffeinodipendenza, non saprei proprio di cosa scrivere oggi.
Questo perché ho le braccia che mi cascano a vedere come si comportano quelli dell'amministrazione centrale. Prima dicono che dobbiamo sloggiare perché l'affitto dei locali in cui siamo e' troppo alto (e va bene), poi però ci mettono un fottio di tempo a comunicarci la sede definitiva (ancora da costruirsi, per giunta!) nonché quella provvisoria (e va mpo' meno bene!). Dopodiché, una volta comunicatoci la sede provvisoria, ci negano il permesso di andare lì a vedere come è poi fatta 'sta fottuta sede provvisoria!
Ma sono fuori di testa?
Bah. Mo' andate voi a vedere cosa cacchio hanno combinato...
(Se non sapete cosa sia, non sarò di certo io a spiegarvelo.)
Premessa: dove lavoro io, siamo solo in DUE a fare cose strettamente informatiche, il resto fa tutt'altro genere di cose e --purtroppo-- usa il computer per farle. Per cui il virgolettare la parola "collega" mi pare più che legittimo. Diventano utonti solo quando fanno cazzate col computer e la rete.
Prima variante: Non riesco mai a finire in tempo
Non vi è mai capitato il classico "collega" che, mentre state lì beati a lavorare, arriva e inizia a lamentarsi di quanto lavoro abbia e di quanto poco tempo abbia per finirlo? O che, mentre lavorate insieme, inizia a divagare di qua e di là man mano che coglie collegamenti tra le sue elucubrazioni mentali e quello che state facendo insieme? Non ci sarebbe nulla di male in tutto ciò se non fosse che:
Soluzioni? ne vedo solo due: evitare di attaccar bottone con tale genere di "collega" oppure armarsi di tanta pazienza e continuare a invitarlo/a a tagliar corto, cercando di rimaner calmi quando si incazza.
Seconda variante: il cortocircuitatore logico
È il genere di "collega" più difficile da inquadrare/individuare. In generale è quello che prima ti dice che ha un problema e te ne vuole parlare, ma poi finisce sempre che arriva, ti riferisce il problema e scappa via prima che tu possa bloccarlo per discutere meglio in dettaglio tale problema. Ma è anche quello che se, messo alle strette, prima ti dice "non è questo il mio ruolo! tu sogni!" e scappa via, poi magari si rifa vivo più in là per parlare di cose legate al ruolo che aveva precedentemente negato. Insomma, roba da farti venire il nervoso. Se poi è anche il genere di persona che "reinterpreta" i fatti a modo suo, meglio mettere il fegato in frigorifero e mettere sopra il frigorifero una bella lastra di acciaio spessa 30 cm, a mo' di misura preventiva (il mio fegato adora schizzare su, cercando di finire in un'orbita geosincrona)...
Soluzioni? Stringere i denti, se si tratta di progetti temporanei. Se invece ve l'hanno appioppato su una base più o meno permanente... beh, vi posso portare le arance a Rebibbia.
...delle volte la odio!
Tocca di pagare l'ICI, la TaRi, preparare la dichiarazione dei redditi...
...EMMO' CI SI METTONO PURE LE DANNATE TENDE!!!!
Col che il sole splende più sovente e più a lungo, uno prima o poi si accorge che quelle belle tende che hai preso all'ikea o alla 'ndocapita hanno accumulato un boato di schifezze, da far concorrenza alle famose lenzuola anti-smog. E allora su, ad arrampicarsi per staccarle da lì, metterle a mollo nell'acqua calda con il bicarbonato per tot tempo, poi schiaffarle nella lavatrice, avviare la lavatrice e recarsi al lavoro, sperando che il bucato ne esca fuori PULITO e non grigiastro x colpa delle tende... :P
Stamattina pioveva, il che giustificava la mia decisione di prendere l'odiata metrò x andare al lavoro...
Senonché mi arriva un SMS che mi chiede se posso passare nella sede distaccata prima di andare alla mia sede causa "casino con la posta".
Per ragioni logistiche faccio quindi dietrofront, a recuperare casco e motorino, e mi reco alla sede distaccata, chiedendomi cosa caspita sia successo stavolta.
All'arrivo ecco svelato l'arcano: La SuperUtonta, anch'essa affetta dalla smania di soffocare il proprio mouse tra cartacce e cazzilli vari, non si era accorta che un malaccorto "click" (causato da una di questi stupidi cazzilli vari) aveva cambiato l'ordinamento delle email in arrivo dentro Eupora, cambiandolo da "per data di arrivo" in "per attachment" e si è abbandonata al panico più cieco, onde farmi perdere un'ora tra andare li' ed andare alla sede principale...
Fossi stata un tecnico privato di una delle loro svariate aziende convenzionate per la manutenzione, glie l'avrei sicuramente fatturata per benino 'sta oretta sprecata... E invece niente. *sigh*
Vabbé, non sono e non sarò l'unica a parlare dei funerali papali di domani. In tutta sincerità avrei preferito non parlarne affatto. Così come una rosa è una rosa, anche un morto è un morto e basta.
Purtroppo tutto il cancan che stanno montando qui a Roma (cito dal sito del comune di roma: "il Sindaco ha disposto per quel giorno lo stop totale della circolazione all'interno del Grande Raccordo Anulare tra le 2 del mattino e le 18.00. Rimangono esclusi dal divieto moto e motorini."), così come anche l'imposizione (nel nostro caso ce l'ha fatta arrivare il prefetto di Roma) della chiusura di buona parte degli uffici pubblici e l'invito alla chiusura anche di quelli privati, sta decisamente iniziando a farmi girare le gonadi a tutto spiano.
Non ho neanche gradito vedere sul sito del comune di roma il manifestino in cui, dopo aver detto "Grazie" (e va bene...), scrivono "Roma piange e saluta il SUO papa"... Eh? "suo"? Ma non era residente e cittadino dello Stato del VATICANO? Da quand'è che è diventato pure residente in Roma e cittadino ITALIANO? Ditemelo, evidentemente dormivo durante la lezione in cui ce l'hanno spiegato...
Premetto subito che non ho nulla da ridire sull'importanza storica di questo specifico papa. Lo riconosco pure io che è stata una figura importante e carismatica per certi versi. Ma solo per alcuni versi.
Tuttavia io, abitante di Roma e cittadina Italiana (torno a ricordarlo, siamo in una repubblica democratica fondata sul lavoro, non in una teocrazia cattolica), NON sono cattolica, non sono neanche cristiana. E non voglio esserlo. Infatti il mio ottopermille lo do' a tutt'altro ente religioso.
Ora uno mi deve spiegare perché devo farmi confinare in casa mia da un'evento in cui non mi riconosco affatto e per giunta riguardante una religione che non condivido e che non sento come mia. Penso e spero di non essere la sola a sentir un senso di fastidio alle soglie del conscio...
Domani vado a lavorare lo stesso. Costi quel che costi. Per puro principio.